mercoledì, 14 maggio 2008

L'amore come destino,
come un destino cinico,
innocente,
crudele,
l'amore esatto nella sua forma natura.
Io non conosco altro esempio
dove la tragica ironia
che costituisce il nocciolo dell'amore
sia stata espressa con tale severità,
con formula così terribile
come nell'ultimo grido

Friedrich Nietzsche


Io di mio aggiungo...

Il destino non regala niente
La dove ha dato, poi riprende
Il destino è un infido amico
che prima ti vizia
e poi ti sevizia

Allora, facciamo un po' due chiacchiere io e te, destino
vuoi anche farmi credere di essermi complice, e poi, quanto mi fido, mi da certe mazzate fra capo e collo, che mi lasci stordita per mesi..

Pare quasi che tu voglia prenderti gioco di me.. per vedere come reagirò davanti a questo ennesimo e pessimo scherzo..

hai un senso dell'umorisco abbastanza discutibile caro mio!

O forse sei solo estremamente egocentrico e vanitoso.. ti ho ringraziato, venerato, tanto, spesso.. mi sono stupita dei tuoi intelligenti incroci, riuscivi a far combaciare l'impensabile.. a far accadere l'inimmaginabile.. ti osservavo e ti vivevo ammirata e grata.. poi ho smesso di farlo, e tu ti stai decisamente vendicando, vuoi attrarre l'attenzione.. ti mancano le luci dei riflettori.. te le inventi di tutte, non mi dai pace... scherzi, burle, sgambetti.. vuoi essere tu, il fulcro della mia vita.. VANESIO!!!

Non ti distrai MAI..

Mah.. ti stancherai di stare dietro a me prima o poi eh... non hai altro di meglio da fare?



Scritto da: Ventisettenne alle ore maggio 14, 2008 12:27

mercoledì, 07 maggio 2008

ieri stavo andando a comprare il pane, nel piccolissimo paese in cui vivo da qualche mese.. sono passata davanti ad un giardino privato e mi sono fermata ad ammirare delle bellissime calle, candide come la neve, luminose e fiere come il sole.. belle..

Mi stavo armando della mia inseparabile macchina fotografica per immortalare quello splendore quando mi sono resa conto che non ero più sola..
Una simpatica e allegra nonnina mi stava osservando sorridente da dietro quel trionfo della natura.. le calle erano talmente alte da coprirle quasi il volto, nel punto in cui era..

Mi chiede di girare intorno al giardino per raggiungerla.

Io gia con il sorriso a 54 denti faccio come dice, ed entro nella sua proprietà..

La nonnina continuando a sorridere mi prende la mano ed io mi complimento con lei per la bellezza e la cura di quei fiori e le chiedo se posso scattare qualche foto..

Tutta orgogliosa mi guarda scattare, e mentre scatto mi dice che mi vede spesso passare davanti, sempre allegra e sorridente.. "sei una bella sposina fresca e solare.. brava brava" mi dice..

Sono cose che scaldano il cuore, ed io continuo a sorridere inebetita da tanta dolcezza, a cui purtroppo non siamo più abituati..
Poi comincia a staccare le calle dal terreno, dicendo che vuole regalarmene un po', così potrò osservarle tutto il tempo che voglio, e fare tutte le belle foto che voglio..
Aggiunge con dolcezza estrema.. "tanto io al massimo, ormai, le porto al cimitero"...

Giuro che mi ha commosso.. la sua dolcezza, la genuinità, la semplicità.. noi non siamo più così..

Mi sono vergognata di me stessa quando mi si è affacciato nella mente il pensiero di chiederle di poterle pagare i fiori.. no, non potevo, sarei stata offensiva verso quella dolce nonnina, che mi ha rallegrato la giornata, e perchè no, forse anche la vita...

Così, l'ho ringraziata, le ho dato un bacio su una guancia e me ne sono tornata a casa con un mazzone di calle stupendo che non riuscivo neanche a tenere con due mani.. e senza aver comprato il pane..

Adesso quel trionfo di bellezza è in soggiorno.. ed immortalato nel cuore..





Foto by Venti
Scritto da: Ventisettenne alle ore maggio 07, 2008 15:15

lunedì, 28 aprile 2008

E adesso come un fantasma sfuggito da qualsiasi ragionevole rotta, il due alberi di nome Adel
era li. Sul piccolo pontile, a cui di solito ormeggiavano barchette da nulla, il barone strinse a se la figlia e le disse
- Addio.
Elisewin tacque. Si calò sul viso un velo di seta, fece scivolare nelle mani del padre un foglio piegato e sigillato, si voltò e andò incontro agli uomini che l'avrebbero portata sul vascello. Era quasi notte, ormai. A volerlo sarebbe potuto sembrare un sogno.
Così Elisewin scese verso il mare nel modo più dolce del mondo - solo la mente di un padre poteva immaginarlo - portata dalla corrente, lungo la danza fatta di curve, pause ed esitazioni che il fiume aveva imparato in secoli di viaggi, lui, il grande saggio, l'unico a sapere la strada più bella e dolce e mite per arrivare al mare senza farsi del male. Scesero giu con quella lentezza decisa al millimetro dalla sapienza materna della natura, infilandosi a poco a poco in un mondo di odori di cose di colori che giorno dopo giorno svelava, lentissimamente, la presenza lontana, e poi sempre più vicina dell'enorme grembo che li aspettava. Cambiava l'aria, cambiavano le aurore, e i cieli, e le forme delle case, e gli uccelli, e i rumori, e le facce della gente sulla riva, e le parole della gente, sulle loro bocche. Acqua che scivolava verso l'acqua, corteggiamento delicatissimo, le anse del fiume come una cantilena dell'anima. Un viaggio impercettibile. Nella mente di Elisewin, sensazioni a migliaia, ma leggere come piume in volo.

Ancora adesso nelle terre di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perche nessuno possa dimenticare di quando sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio.

[...]

Una strada, qui,
in mezzo a questo silenzio,
in questa terra che non vuole parlare.
Strada clemente e bella.

Una strada da qui al mare.








Credo che questo testo non abbia bisogno di ulteriori parole, mie, che sarebbero senza dubbio superflue..
Tratto da "Oceano mare - Alessandro Barrico"..

Ho letto le prime 50 pagine, ed ho incontrato almeno 4 parti che mi hanno colpito.. un modo di raccontare la vita, e le difficoltà.. non riuscivo a decidere, e non sono riuscita ad aspettare di aver completato la lettura prima di parlarne.. prima di condividerlo..
Credo che piacerebbe a tutti noi, essere accompagnati dolcemente su quel fiume, e venire adagiati nel dolce e cullante oblio delle sue acque, in modo che questo possa darci lo spirito giusto per affrontare il nostro viaggio, ed arrivare alla meta.. qualsiasi essa sia..

No, non sono riuscita ad aspettare di terminare la lettura, e a quanto pare non sono riuscita neanche a tacere.. in rispetto di un testo che non ha bisogno di alcun plus..


Scritto da: Ventisettenne alle ore aprile 28, 2008 17:32

giovedì, 24 aprile 2008

Non ho mai voluto essere motivo di sofferenza, causare dolore
Non ho mai voluto essere l'amante del week end..
Volevo ridere e cantare con te sotto la pioggia..

Ed ora.. cambiare, cantando sotto la pioggia viola.
Volevo solo vederti ridere sotto la pioggia viola.
Ma ora cambiare. Adeguarsi alla vita
E allora, alziamo le mani al cielo.. se sai di cosa sto parlando,
Alzale con me, e cantiamo, e ridiamo sotto la pioggia viola..
Ferma la tua mente, e ridi con me sotto la pioggia viola..







Sempre emozionante..

Venti, che ha voglia di ridere e cantare sotto la pioggia..




Scritto da: Ventisettenne alle ore aprile 24, 2008 11:45

venerdì, 18 aprile 2008
Ogni volta che leggo un libro mi sembra di vivere un capitolo della mia vita che inizia con la prima pagina e finisce con l'ultima, ma ti lascia qualcosa, ti cambia. A volte impercettibilmente, altre profondamente.

Questo, in corso di lettura, mi ha fatto venire una voglia immensa di mare.. di passeggiare a piedi nudi sulla sabbia o sugli scogli.. e di godermi il tepore del sole con la l'arietta fresca che c'è ancora in questo periodo..

Domani, si si.. domani..          





  Foto by Venti  



Non ho avuto intimità col fondo, con quelli che s'immergono coi fucili. Nicola non sapeva nuotare e mi ha trasmesso il rispetto per il fondo. Si ottiene dal mare quello che ci offre, non quello che vogliamo. Le nostre reti, coffe, nasse sono una domanda. La risposta non dipende da noi, dai pescatori. Chi va sotto a prendersela con le sue mani la risposta, fa il prepotente col mare. A noi spetta solo la superficie, quello che ci sta sotto è roba sua, vita sua. Noi bussiamo alla soglia a pelo d'acqua, non dobbiamo entrare in casa sua da padroni.
- Erri De Luca - Tu, Mio -
Scritto da: Ventisettenne alle ore aprile 18, 2008 09:46

venerdì, 11 aprile 2008
eh, si... lo sono..






Tua..
Scritto da: Ventisettenne alle ore aprile 11, 2008 16:47

martedì, 08 aprile 2008
Il fiore                                                                           

Un fiore secco, un fiore senza profumo,
Dimenticato in un libro io vedo;
Ed ecco che già di uno strano sogno
Si è colmata l'anima mia:

Dove è fiorito?Quando? In quale primavera?
E a lungo è fiorito? E chi l'ha colto,
Una mano nota o forse estranea?
E chi l'ha posto in questo libro?

Forse in ricordo di un tenero incontro,
O di un fatale abbandono,
Oppure di una passeggiata solitaria
Nel silenzio dei campi, nell'ombra dei boschi?

E lui è vivo, ed è viva lei?
E ora dov'è il loro angolino?
O forse sono già appassiti,
Come questo fiore sconosciuto?

1828 - 
Aleksandr Sergeevic Puskin




VENTI  




Scritto da: Ventisettenne alle ore aprile 08, 2008 14:03

mercoledì, 02 aprile 2008
I suoi abiti poi, emanavano un odore carico di nostalgia, lo stesso che permeava l'armadio del mio amato nonno. Quando ero piccola andavo a trovarlo, mi ci intrufolavo dentro e mi godevo quell'odore rilassante. Seppur bambina, nel buio di quell'ambiente mi perdevo nei miei pensieri. "Quando il nonno morirà, io non potrò più venire qui. Probabilmente succederà fra non molto, per cui adesso mi conviene respirarlo con tutta me stessa." Pensavo a queste cose e venivo assalita da una grande tristezza: c'è qualcosa a questo mondo che dura in eterno? Ed ecco che scoprii ciò che si definisce 'memoria'. Quell'odore secco che mi era penetrato nelle cellule sarebbe durato per sempre. A quella scoperta, nel buio dell'armadio, il mio animo si rassicurava un poco. Non mi importava più niente di ciò che sarebbe successo dopo la mia morte. Quell'odore che stavo respirando con forza mi avrebbe abbracciata per tutta la vita. Per quanto il buio potesse essere pesto, per quanto potessi avere paura del giorno in cui, uscita da li, non avrei più visto il sorriso del nonno, la mia esistenza era qualcosa di certo.
Dopo così tanto tempo dalla sua morte, mai avrei pensato di avere la fortuna di respirare ancora quell'odore.

Banana Yoshimoto - La piccola ombra.




Non dimenticherò mai l'espressione, e la frase che mi accolse quella mattina aprile, in una calda primavera di qualche anno fa, quando mi recai in ospedale, come facevo due volte al giorno da qualche tempo.. "Nonno non c'è più"..
Con queste parole, seppi che il mio amato nonnino ci aveva lasciate.. Quel giorno non ero arrivata in tempo. La sera prima mio nonno mi aveva fatto il più bel regalo che una persona che ama potrebbe desiderare. Mi aveva detto, con le lacrime agli occhi, che ero diventata una donna, esattamente forte e "integra" come lui aveva desiderato, che era orgoglioso di me e di quello che ero.. mi aveva sorriso, dicendo che adesso ero pronta a camminare da sola..
Per la prima volta nella mia vita, io vedevo in colui che era stato per me una guida, un punto di riferimento, un esempio e un grande, grandissimo amore, qualcuno di vulnerabile..
Mai, neanche una volta, neanche in quel letto di ospedale, dove lui diventava sempre più piccolo, sempre più magro, avevo razionalizzato che sarebbe andato via.. via per sempre.. così, mi disse quello che doveva per prepararmi, forse sapeva che la volta successiva non lo avrei trovato li.. a lamentarsi del fatto che una ragazza giovane non avrebbe dovuto restare in quell'ambiente.. Iniziava a chiedermi di andarmene un secondo dopo avermi vista arrivare.. ma mi guardava con quegli occhi, che non sapevano mentire.
In quel blu profondo io vedo tutta la mia infanzia.. ma ciò di più indelebile che mi resta è l'odore.. I primi giorni ho sentito il bisogno di abbracciarlo attraverso il suo pigiama, che indossavo per dormire.. poi non è più servito.. Posso sentire il suo odore ogni volta che voglio, solo evocandolo.. E lui arriva, sempre, fedelmente ed amorevolmente a riscaldarmi il cuore, mi riempie le narici e l'anima..

Ecco che stamani, leggendo questo testo, ho pensato a lui, e l'ho sentito ancora, immutabile, ancora vicino a me. Grazie nonno, ancora mia guida, ancora mio esempio, e ancora mio grande, grandissimo amore..


Ciao nonno, a presto..

Scritto da: Ventisettenne alle ore aprile 02, 2008 14:29

venerdì, 28 marzo 2008
Working from seven to eleven every night,
it really makes my life a drag,
I don't think that's right.
I've really been the best,
the best of fools.
I did what I could, because I love you baby,
how I love you darlin', how I love you baby,
my, I love you girl, little girl.
But baby, since I've been lovin' you, yeah,
I'm about to lose my worried mind,
oh, yeah.
Everybody tryin' to tell me
that you didn't mean me no good.
I've been tryin', Lord, let me tell,
let me tell I really did the best I could.
I've been, I've been working from seven
to eleven every night.
I said it kind of makes
my life a drag, drag, drag, drag,
Lord, yeah, that's right now, now.
Since I've been lovin' you,
I'm about to lose my worried mind.
Said I been cryin', yeah,
whoa, my tears they felt like rain.
Don't you hear them, don't you hear them fallin'.
Don't you hear, don't you hear them fallin'.
Do you remember, Mama,
when I knocked upon your door?
I said you had the nerve to tell me
you didn't want me no more, yeah.
Open my front door,
hear my back door slam.
You know I must have one of them new fangled,
new fangled back door man,
yeah, yeah, yeah, yeah, yeah.
I've been working from seven, seven, seven
to eleven every night.
It kinda makes my life a drag, a drag, drag.
Ah yeah, it makes a drag.
Baby, since I've been lovin' you,
I'm about to lose, I'm about to lose,
lose my worried mind.
And just one more, just one more,
oh yeah, since I've been lovin',
I'm gonna lose my worried mind.
I'm gonna lose my worried mind.








Since I've Been Loving you - Led Zeppelin




Buon week end...



Scritto da: Ventisettenne alle ore marzo 28, 2008 16:45

mercoledì, 26 marzo 2008




Oggi voglio respirare a pieni polmoni il

profumo  della primavera, osservare il nascere della vita..
 










Voglio prendere dei secchi di vernice 
colorati, mischiarli tutti insieme ed
immergermi dentro a questo arcobaleno.








Oggi voglio respirare il tuo profumo,
stringere le gambe intorno ad i tuoi
fianchi ed accoglierti.


Voglio prendere ogni cosa di te,
ed avvolgerla di me.


Voglio chiudere gli occhi e lasciare
le mie dita scorrere lente e leggere
sulla tua pelle..










Oggi voglio dipingere di rosso
ogni cosa che sia rimasta a lungo
assopita, addormentata
Voglio riempire il mondo
della mia passione














Voglio volare in mezzo alle
nuvole e lasciarmi accarezzare
dall'aria fresca



















Voglio ridere e stupirmi,
voglio viaggiare nei miei sogni
e visitare i tuoi..













Benvenuta, primavera
Scritto da: Ventisettenne alle ore marzo 26, 2008 12:00

domenica, 23 marzo 2008

L'ottimismo



Un signore ed un contadino si incrociarono per strada.

«Contadino, da dove vieni?»
«Da lontano, signore»
«E da dove?»
«Dalla città di Rostov, dalla casa del signor Tolstov»
«Ed è una città grande?»
«Non l'ho misurata»
«Forte?»
«Non ci ho lottato contro»
«E perchè ci eri andato?»
«Per comprare una cosa costosa: una misura di piselli»
«Molto bene! »
«Bene, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«Ero ubriaco e l'ho versata»
«Molto male!»
«Male, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«Ho versato una misura ma ne ho ammucchiate due»
«Questo si che è molto bene!»
«Bene, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«Ho seminato, ma il raccolto non è stato buono»
«Molto male!»
«Male, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«Perchè c'erano parecchie bucce»
«Questo si che è molto bene!»
«Bene, ma non del tutto!»
«E perchè mai?»
«I maiali del pope si sono messi a calpestare i piselli, li hanno calpestati e li hanno rovinati»
«Questo è male!»
«Male, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«I maiali del pope ho ammazzato e due casse di carne ho salato»
«Molto bene!»
«Bene, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«I cani del pope si sono messi a tirare la carne, l'hanno tirata e l'hanno rubata»
«Molto male!»
«Male, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«Quei cani ho ammazzato e a mia moglie una pelliccia ho cucito»
«Molto bene!»
«Bene, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«Quella civetta di mia moglie è passata davanti a casa del pope; il pope ha riconosciuto la pelliccia e glie l'ha presa»
«Molto male!»
«Male, ma non troppo!»
«E perchè mai?»
«Ho fatto causa al pope, siamo andati in giudizio e zaffete, ho arraffato un castrone grigio e una vacca rossa! La cosa è andata liscia!»

Bene, eppure male - Aleksandr Afanas'ev. Fiabe popolari russe.






Lunga è la strada e piena di ostacoli, sembra succedere sempre qualcosa.. ma in fondo, se cerchi, un aspetto positivo deve esserci in quello che accade.
Ogni cosa che succede porta delle conseguenze, belle o brutte.
E' solo alla fine che si possono tirare le somme.
Non è detto che un percorso irto di ostacoli e cadute, con quale raggio di sole e speranza gettata qua e la, non possa rivelarsi portatore di speranza.






Postato anche su: laguardiabianca.splinder.com/


Scritto da: Ventisettenne alle ore marzo 23, 2008 16:01

martedì, 18 marzo 2008
Ho scovato questa... da piccola la cantavo :-)
Magari funziona ancora, che ne dite, la cantiamo tutti insieme?

Vi dirò, a me un sorriso lo strappa ancora :-)

La mia versione era un po' più ritmata.. hehehehe







BonBonBon

:-)


:-)
Scritto da: Ventisettenne alle ore marzo 18, 2008 16:44

lunedì, 17 marzo 2008
C'era una volta una coccinella, volava di fiore in fiore, e talvolta si soffermava ad osservare le persone.
Un giorno vide una giovane donna con lo sguardo triste, e si posò sulla sua mano.. la accarezzò dolcemente, solleticandola, per farsi notare.
Regalò un sorriso alla donna e una speranza. La speranza di chi vuole credere, ed ha ancora tempo e volontà per fermarsi a gioire delle piccole cose.
Tu sei una creatura minuscola coccinella, con le tue piccolissime alucce, voli instancabile portando la speranza a chi la cerca.
Una coccinella che si posa su di te è di buon auspicio, si dice..
E' sorpresa e gioia quella che tu provochi, solo posandoti su quella mano sottile, lei ha sentito nascere da dentro un sorriso luminoso e irrefrenabile, per il solo averti vicina..
Si direbbe quasi che in quella giovane donna nasconda in se ancora una fanciulla.. una bambina che ha voglia di giocare.. giocare con la vita..
Bambina cui è stato insegnato il senso della responsabilità. Ad essere Donna. Poco spazio per i giochi.. Prima il dovere..
Questa bambina oggi è una donna, una giovane donna, che ha voglia di mettere da parte il dovere, ed iniziare a giocare.
Vai coccinella, vola ancora, non fermarti.. non fermarti mai, forse un giorno ci ritroveremo, capiterai ancora da me..









Voglio avere un sogno da rincorrere, voglio una meta da raggiungere
Voglio guardare verso un punto irraggiungibile e sapere che lo avrò, e lottare per averlo
Voglio volere.
Perchè finché ho un desiderio, ho una ragione per vivere.
Voglio un obiettivo che mi ripaghi della fatica per raggiungerlo.
Voglio una meta talmente desiderata, da non sentire la fatica.

Voglio dare un senso alle mie lacrime
ai miei sospiri
ai miei gemiti

Voglio un senso, che riscaldi i miei..

Per poi disfarmene.. e lottare di nuovo

Scritto da: Ventisettenne alle ore marzo 17, 2008 15:46

giovedì, 06 marzo 2008
Non c'è niente in grado di farti sentire meglio del sentirti amato. Vero?
Ti senti sostenuto, abbracciato, appoggiato..
Non è così?

E cosa c'è di più importante in un rapporto, di sentirsi capiti, aiutati e sostenuti?








E' Bello avere qualcuno in cui credere, e che creda in te.


Scritto da: Ventisettenne alle ore marzo 06, 2008 10:55

venerdì, 29 febbraio 2008



So soltanto una cosa...

Dal primo giorno in cui l'ho visto, l'ho amato...
E non importa a che prezzo.
Non si voltano le spalle all'amore.







Scritto da: Ventisettenne alle ore febbraio 29, 2008 12:00

martedì, 26 febbraio 2008




"Il mare si è svegliato
il mare ha deragliato
scoppia l'acqua contro il cielo
scoppia, sciacqua
stacca al vento nubi e stelle
furibondo
si scatena fino a quando
non si sa
dura un giorno
finirà
mamma questo
non l'avevi detto mamma
ninna nanna
ti culla il mare
ti culla un corno
furibondo, tutt'intorno
schiuma e strazio
pazzo il mare
fino a dove puoi vedere
solo nero
e muri neri
e mulinelli
e muti tutti
ad aspettare
che la smetta
e naufragare
questo mamma non lo voglio fare
voglio l'acqua che riposa
che ti specchia
ferma
questi muri assurdi d'acqua
giù a franare
e 'sto rumore

Rivoglio l'acqua che sapevi tu rivoglio il mare, silenzio, luci e pesci volanti su a volare"

-- Novecento , Alessandro Baricco --  


Immagine di Novecento

Ho appena finito di leggerlo, difficile sceglierne una parte, andrebbe citato tutto. La metafora dell'imprevedibilità della vita, sotto forma di quadro, il finale.. la componente globale delle maggiori ambizioni di una vita. Donne, figli, amicizie, la propria terra, a cui appartenere. Tutto questo è ovunque, ogni giorno in forme e luoghi diversi, ogni giorno, dove tu lo trovi.

Magico, scivola sotto gli occhi e nella mente. Ti accarezza. E resta con te. Da leggere. Completo, pur essendo breve. Lascia molto, e pretende in cambio solo mezz'ora del tuo tempo.



"Non sono pazzo fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c'entra la pazzia. E' genio, quello. E' geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.

    Allora li ho incantati"




Illuminante...



Scritto da: Ventisettenne alle ore febbraio 26, 2008 11:29

martedì, 19 febbraio 2008
Ho cambiato il vestitino al blog.. che ve ne pare?
Eh si.. c'era bisogno di spalancare un po' le finestre ad aria nuova.
Nuovi colori, nuove sensazioni.

Uno sfondo diverso su cui scrivere il prossimo capitolo.

E così.. c'è bisogno di cambiamenti, c'è chi taglia i capelli, io ridipingo il blog..
A ognuno il suo.




Allora, pronti?






VIA





PS. Fra che ci sono, a scrivere un post di servizio... ma perchè nessuno si fila l'altro blog?

(se stai facendo l'espressione perplessa di chi sta pensando.. "Eh? Cosa? Chi? Dove?", parlo di emozioninfoto)



Scritto da: Ventisettenne alle ore febbraio 19, 2008 16:22

martedì, 12 febbraio 2008




Sono stanca.
Voglio solo stare tranquilla. Solo abbassare la guardia. Un tempo vivevo sul filo della vita, adesso mi sento più sul filo del rasoio. C'è sempre qualcosa di oscuro dietro l'angolo. Sempre un passo falso, che sicuramente, immancabilmente io farò, perchè sono la persona meno perfetta del mondo.. e provocherò l'ennesimo crollo di tutta la struttura.

Si vive di domande, certo, si.. chiunque abbia un minimo di sale nella zucca non fa che porsene.. ci sono delle domande però, la cui risposta non può tardare, non deve tardare. Certe domande, sono pura retorica.

Forse.

Una parola, una insignificante, misera, pulciosa, squallida parola.

Stanca di sentirla.

Armonia, serenità, tranquillità, spontaneità, complicità.
Certe cose non si devono cercare, devono essere li, gratuitamente presenti.
E se non ci fossero? Se non riuscissi a trovarle se non per brevi frangenti continuamente interrotti?

Il fatto è che quei frangenti sono l'aria che respiro.
Ma è normale essere disposti a vivere in apnea, per avere dei frangenti di aria?

Forse, stavolta sono io a dirlo.. le risposte ci sono, ma fa male, fa paura vederle, renderle chiare, renderle reali...

Scritto da: Ventisettenne alle ore febbraio 12, 2008 11:50

mercoledì, 30 gennaio 2008
Scritto da: Ventisettenne alle ore gennaio 30, 2008 14:42

venerdì, 25 gennaio 2008
Ho detto poche parole.. e le hai ritrovate li..

Mi hai detto.... ascolta...."elena e il vento". Tu....sei elena..
Si è vero.. io sono Elena...

Elena che aspetta il suo vento... di addormentarsi accanto a lui..

Elena è in tutte le donne come il vento in tutti gli uomini



O: che ti fa pensare..il vento?
Venti: libertà.. mare.. i miei capelli..
O: e se fosse.......l'amore?
Venti:  l'amore non è il vento.. ma vi si appoggia sopra
O: ma l'amore a volte spesso ha le caratteristiche ..del vento
Venti: si, perchè viene con lui.. ne sfrutta la forza.. o talvolta, la dolcezza.. a volte si attenua, a volte sembra quasi sparire.. ma torna sempre.. insieme al vento... sta a noi scegliere se ripararci, o spalancare le braccia e lasciarci avvolgere nel vento, dall'amore..


Il tuo testo è stupendo! Grazie per averla resa mia, questa sera...



Mi hai regalato un attimo di reale commozione.. sono Elena.. Lo sono in ogni parola.... Grazie.... E stata un'inattesa piacevole sorpresa...

http://www.orlandoandreucci.com/5%20-%20Elena%20e%20il%20vento.mp3





Scritto da: Ventisettenne alle ore gennaio 25, 2008 21:38
P.link commenti (16)
A proposito di:

giovedì, 24 gennaio 2008

Ci sono fra i ricordi d'ogni uomo, cose che non si raccontano a tutti, ma appena agli amici. Ce ne sono altre che neanche agli amici si raccontano, ma appena a se stessi, e per di più sotto suggello di segreto. Ce ne sono, infine, altre ancora che persino a se stessi si ha paura di raccontare, e di tali ricordi ogni uomo, anche ammodo, ne mette insieme parecchi.

Fëdor Mikhajlovič Dostoevskij -
L'idiota







Sei una persona fortunata se nella vita ti è capitato almeno una volta di trovarti davanti a qualcuno ed avere la percezione di poter pensare ad alta voce, di poterti comportare come se tu fossi solo.

Sei una persona molto fortunata se colui che avevi di fronte aveva la stessa percezione di te.

Quando ti capita una cosa del genere, vorresti che non passasse mai...




Scritto da: Ventisettenne alle ore gennaio 24, 2008 11:36

martedì, 22 gennaio 2008
Ebbene si, sono finiti i saldi...
A prezzo intero...


SONO




VENTINOVE


Regalini per me?







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